Contenuto Principale

Le nostre Foto

Prove di evacuazione: dalla finzione alla realtà. PDF Stampa E-mail
di Letizia Vignati e Azzurra Principi III D   
Lunedì 23 Gennaio 2017 17:09

Anche noi come molti altri ragazzi, stiamo convivendo ormai dal 24 agosto con il terremoto che continua a farsi sentire. Prima di mercoledì 18 gennaio tutte le prove che avevamo effettuato erano una finzione, ora il terremoto è diventato, anche a scuola, una realtà. Sin dalle elementari siamo stati abituati a metterci sotto i banchi al suono della campanella di emergenza, per poi uscire in ordine con libri in testa come riparo. Come è, però, la situazione durante una scossa vera e propria? Lo abbiamo purtroppo scoperto il 18 gennaio, appunto, durante la terza ora. Gli studenti della III C, parlando della nostra classe, erano concentrati nel pieno di una prova di verifica. Alcuni, che avevano già completato la verifica, erano però stati accompagnati da una nostra professoressa in biblioteca. Ora ascoltiamo brevemente un racconto di una nostra compagna presente in quel gruppo:

«Cosa è accaduto precisamente in quel momento?»

«Stavamo parlando con la nostra prof riguardo al libro quando, all’improvviso, abbiamo sentito un forte boato»

«Come avete reagito?»

«Inizialmente abbiamo pensato che fosse una classe di sopra che stava spostando i banchi, probabilmente per una verifica, poi però un nostro compagno ha affermato di aver percepito il muoversi del banco e io ero d’accordo con lui. Poco dopo abbiamo visto una massa di ragazzi precipitarsi verso l’uscita della scuola, tra loro c’erano anche i nostri compagni molto preoccupati ed impauriti da quello che stava accadendo» testimonia la nostra amica Sara.

Adesso però parliamo un po’ di quello che è successo a noi che siamo rimaste in classe con una professoressa di sostegno. La prima a sentirlo sono stata proprio io, Letizia, che ho avvertito subito gli altri di mettersi sotto il banco. Poco dopo ci siamo ritrovati tutti in giardino ad aspettare notizie riguardo il sisma. Dopo circa trenta minuti siamo ritornati ognuno nella propria classe, abbiamo fatto merenda pensando sempre al terremoto. Ed ecco la seconda scossa, di nuovo tutti in giardino, ma questa volta chiamando ognuno i propri genitori che in seguito ci hanno portati a casa.

 
Baby gang a Jesi, tutto risolto dopo l’intervento di carabinieri e genitori PDF Stampa E-mail
di Pietro Simonetti e Gabriele Fabrizi III D   
Lunedì 23 Gennaio 2017 16:53

Dopo le bravate e i furti della baby gang di Jesi la situazione sembra tornata alla normalità ma dai primi di dicembre a metà gennaio la zona dell’arco Clementino ha vissuto periodi di criticità e di timore.                                                                                     Per colpa di questi baby-bulli un tabaccaio è stato aggredito: un giorno 3 ragazzi hanno tentato di rubare tabacco e accendini ma il titolare li ha rincorsi e alla fine la gang ha restituito il maltolto. Alcuni giorni dopo sempre 3 ragazzi di cui uno faceva parte anche della gang precedente sono andati nello stesso negozio e un ragazzo ha chiesto delle cartine ma il proprietario, riconoscendolo, non gliele ha date. Il ragazzo allora ha fatto cadere il tabaccaio e tutti i ragazzi sono scappati. Nei giorni successivi hanno tentato di rubare in un negozio di vestiti ma sono stati inseguiti dai carabinieri che li hanno individuati. Si è scoperto che erano gli stessi delle minacce al tabaccaio. La gang era composta da 5 ragazzi, di cui uno però dalle telecamere non si è ancora visto il volto. Partecipavano due ragazzi e due ragazze tra i 15 e i 17 anni che sono stati denunciati dai carabinieri. I genitori dei ragazzi hanno chiesto scusa ai negozianti e hanno dimostrato un reale pentimento. Sembra che i ragazzi hanno capito che stavano commettendo un grave errore e che rischiavano di rovinarsi la vita.

 
TERREMOTATI ANCORA AL GELO PDF Stampa E-mail
di Sara Casula e Giulia Franconi III D   
Lunedì 23 Gennaio 2017 16:17

Anche se la notizia rischia di passare in secondo piano, tanti terremotati sono ancona in cerca di un posto dove vivere. Alcuni sono irremovibili: non hanno intenzione di allontanarsi dal luogo dove hanno vissuto per tutta la vita. Altri hanno trovato ospitalità in molti hotel della costa come a San Benedetto del Tronto e Porto San Giorgio. Molti protestano per avere un luogo caldo dove passare questo inverno che sembra il più freddo dal 2012. Ora però tutto cambierà, quando i volontari termineranno l’installazione dei container riscaldati i terremotati potranno trovare un riparo sicuro e accogliente. A Camerino la vita è già ricominciata da zero: gli studenti universitari sono di nuovo in pista. Uno di loro, Francesco Petrucci, che studia proprio lì, ci ha concesso un’intervista. Ecco cosa ci ha raccontato.

“Com'è stato il tuo ritorno agli  studi?”

“Beh, devo ammettere che avevo paura di tornare a Camerino ma era necessario. La vita doveva ripartire. Dopotutto Camerino è una città prevalentemente universitaria e noi da universitari ricominceremo a popolarla”.

“In che struttura si svolgono le lezioni?”

“A Camerino solo il centro storico è stato chiuso e, dato che quasi tutti i plessi universitari si trovano fuori da lì, le università disponibili hanno aperto le porte agli universitari ‘sfollati’ ”.

“Sei diventato pendolare o ti sei stabilito in qualche struttura?”

“Adesso tutti noi ci siamo trasferiti in un collegio poco fuori la città, ma molti preferiscono tornare tutti i giorni a casa per stare più tranquilli con le loro famiglie”.

Leggi tutto...
 

Largo alla fantasia

Largo alla fantasia

Orientamento

Orientamento dopo le medie

La bacheca della scuola

Bacheca scuola

Contatti