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Energia pulita, energia da promuovere PDF Stampa E-mail
di Manuel Baldi III B   
Lunedì 15 Febbraio 2016 15:39

 

L'energia è tutto quello che ci permette di andare avanti. Per noi della terza media è anche un argomento d’esame, affrontato soprattutto nelle lezioni di tecnologia. Una materia nella quale si trattano argomenti teorici, ma anche la loro applicazione nella realtà. Per questo l’insegnante di tecnologia della scuola “Savoia” di Jesi, Rita Montesi, ha deciso di far costruire agli alunni delle terze dei modelli di aerogeneratori. Si parla quindi di energia eolica, che sfrutta quella cinetica del vento: una delle poche a inquinamento zero, dove però è notevole l'impatto ambientale. Ma come possiamo noi costruire questo rotore? "Come sempre io vi ho posto un problema davanti e voi, proprio come nella vita di tutti i giorni, dovete risolverlo. Usate la fantasia, non deve essere la rappresentazione perfetta di un rotore" questa è stata l'ultima raccomandazione della professoressa Montesi prima dell'inizio del lavoro.

Ovviamente la parte pratica si è svolta a casa, con la possibilità di usare tutti i materiali che avevamo, ma la parte progettuale si è svolta in classe. “Prima di tutto abbiamo ipotizzato delle soluzioni poi, una volta scelta quella migliore, siamo passati alla realizzazione del disegno di questa” ci dice Giacomo, un suo alunno. Quando abbiamo portato il risultato del nostro lavoro, la settimana successiva, ci siamo resi conto delle molteplici possibilità. "Tra le tante, la più particolare per me è stata quelle di Giorgia" rivela Abdoulaye, un nostro compagno di classe. Il lavoro portato dalla ragazzina, aiutata dal compagno di classe Federico, era particolare per la struttura: si tratta della sagoma di una donna fatta di una pasta che poi hanno cotto, formando così una pagnotta, simile al pane. Su di essa è stata poi applicata della tempera per i vestiti, mentre per i capelli dei fili di lana rossi. Tra le braccia teneva una cannuccia perpendicolare al corpo che, a sua volta, sorreggeva una girandola. In questo caso il progetto (se non per la produzione di elettricità) era molto simile, per funzionamento, agli aerogeneratori reali: con il nostro soffio, da paragonare al vento, la girandola (pale) si muoveva. Nel progetto di Chiara, invece, era un motore, alimentato da una piccola batteria posta all'interno della struttura, a permetterne il movimento. “Secondo me – spiega l’insegnante Montesi -  questo è un metodo efficiente, perché riesco a dare un voto sia alla parte pratica che a quella successiva, la socializzazione, ossia la presentazione del modello. A me piace che i ragazzi parlino prima del nome delle parti, e poi del loro funzionamento”. Ognuno poteva quindi scegliere come mettere in atto le proprie idee, sia con progetti molto semplici, che con altri da poter presentare all'esame. Fortunatamente la professoressa dà molto spazio a idee innovative, per noi un privilegio che in quest’Italia non si vede molto spesso.

 

Largo alla fantasia

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