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Gaetano Saffioti, un eroe dei nostri giorni PDF Stampa E-mail
Scritto da Yihao Sun, Alice Pigliapoco, Riccardo Flavianelli, Claudia Brutti e Veronica Cacciamani   
Lunedì 23 Aprile 2018 15:47

Quasi 300 ragazzi provenienti da varie scuole jesine hanno partecipato all’incontro con l’imprenditore Gaetano Saffioti organizzato dall’associazione delle Agende Rosse nella palestra Carbonari. Ma chi è Gaetano Saffioti? È nato e cresciuto a Palmi in una famiglia numerosa con quattro fratelli e due sorelle, comincia a lavorare giovanissimo nell'impresa per la produzione d'olio d'oliva del padre, morto all'età di 50 anni per malattia; già in quei tempi comincia a scontrarsi con la 'ndrangheta. Tuttavia, la sua passione è il movimento terra, per questo nel 1981 dà vita alla sua impresa, a cui aggiunge nel 1992 l'impianto di calcestruzzo, vince diversi appalti pubblici e privati ma la 'ndrangheta reclama la sua parte di potere e ricchezza, e sottopone Gaetano alle richieste estorsive che sfociano in numerose minacce, intimidazioni, danneggiamenti  come l'incendio di un camion di sua proprietà appiccato dallo stesso autista. Sotto le minacce e le intimidazioni delle 'ndrine , visto che non era libero di utilizzare la propria cava per la sabbia ma doveva comprarla per forza dalle imprese mafiose, Gaetano si sente soffocare e si vede costretto a pagare il pizzo per diversi anni finché nel 2002 decide di dare una forte svolta e denuncia il tutto alla magistratura dopo aver raccolto prove audio e fotografiche. Da allora la sua vita diventerà blindata, sempre sotto scorta assieme alla sua famiglia, perderà molte commesse, dipendenti, amici ma decide comunque di restare in Calabria e continuare l'attività. Con le sue dichiarazioni ha dato vita all'importante operazione di polizia Tallone d'Achille, che ha portato all'arresto e alla successiva condanna, per associazione di tipo mafioso ed estorsione, di 48 esponenti delle famiglie mafiose dei Bellocco, Mazzagatti, Romeo, Nasone, Piromalli e Gallico. Cosa è successo nell’incontro? Nell’incontro Gaetano racconta della sua storia e di come ha affrontato la ‘ndrangheta e di come noi ragazzi non dobbiamo farci intimorire dal mondo di oggi. Nel suo modo di parlare ha usato diverse metafore ad esempio quella dei mezzi dove il treno significava la semi indipendenza l’aereo una persona frettolosa e che vuole arrivare subito alla meta e infine la macchina che significa la completa indipendenza.

 

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