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Giovani e informazione, dibattito con Franco Di Mare a Benevento PDF Stampa E-mail
di Marta Carotti e Flavia Amodeo II C   
Martedì 12 Maggio 2015 08:19

 

Piccoli giornalisti davanti ad importanti rappresentanti del mondo dell’informazione di livello nazionale. Il 29 aprile si sono incontrati a Benevento al Palazzo Paolo V gli studenti vincitori della dodicesima edizione del concorso “Fare il Giornale nelle scuole”. Qui è stato loro possibile confrontarsi con i grandi volti del giornalismo tra cui Franco Di Mare, il conduttore di Uno mattina, Santino Franchina, vice-presidente dell’ordine dei giornalisti, Ottavio Lucarelli, presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania, Mimmo Falco, consigliere dell’ordine dei giornalisti della Campania e presidente del Movimento unitario giornalisti. Purtroppo il presidente dell’ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, non è potuto intervenire a causa di un malessere ed è stato molto dispiaciuto di non poter partecipare, non essendo mai mancato a nessuna edizione.

Dopo gli interessanti interventi di Mimmo Falco e Franco Di Mare gli studenti hanno potuto porgere delle domande al giornalista Rai di Uno mattina, il quale è stato molto disponibile a rispondere alle numerose domande, le quali spaziavano su vari argomenti, dai consigli, al passato di Di Mare, che prima di condurre Uno mattina era un cronista dal fronte. “Quando ero un inviato di guerra dovevo raccontare le cose in generale che erano successe, eppure avrei voluto parlare di storie particolari, come di quel bambino che ogni giorno andava a lavorare spostando massi, per poi comprare tre pagnotte di pane, una per lui, una per il fratello e una per la madre, mentre il padre era morto in guerra” questo è uno dei tanti aneddoti raccontati da Franco Di Mare. Ma è stato soprattutto uno che ha colpito gli studenti: “Quando ero piccolo e tornavo a casa dall’asilo – ha detto – mio padre si nascondeva, e io curioso lo andavo sempre a cercare, quando lo ritrovavo lui aveva un libro e quando gli domandavo cosa stesse facendo, lui mi diceva che stava leggendo ma io non potevo perché ero troppo piccolo, così imparai ad amare la lettura”. Il consiglio più importante che ha dato hai ragazzi è stato quello di scegliere il lavoro che più piaceva e non doveva essere per forza il politico, il calciatore o l’attrice. Così ha raccontato la storia di un calzolaio che con un negozio minuscolo aveva comprato la casa a tutti e tre i suoi figli, e che quando è andato in pensione ha continuato a fare le scarpe a qualche suo ex-cliente, da quanto amava il suo lavoro. Finite le domande, Franco è dovuto andare via subito, perché il giorno seguente doveva di nuovo andare in onda. Non tutti gli studenti hanno partecipato al convegno del 29, molti si sono presentati direttamente alla premiazione ma hanno perso un’occasione interessante di confronto e di riflessione.

 

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