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Referendum del 17 aprile. Le ragioni del sì e del no PDF Stampa E-mail
di Sara Casula, Azzurra Principi, Letizia Vignati II D   
Giovedì 14 Aprile 2016 15:30

Il 17 aprile 2016 si terrà il referendum riguardo alla legge delle trivellazioni. Chi voterà SI vuole cancellare la norma che consente alle società petrolifere che abbiano già i permessi o le concessioni di estrarre senza limiti di tempo gas e petrolio. Chi voterà NO vuole che la legge rimanga e che le trivellazioni continuino anche dopo il termine di scadenza. In caso di vittoria del sì, al temine della concessione non si continuerà a trivellare e la legge sarà cancellata, dopo di che si passerà all’eliminazione delle trivelle (con una votazione). Se il 50%+1 della popolazione voterà no, la legge rimarrà come è attualmente. Chi voterà “sì” riterrà giusto che, in Italia, il nostro governo debba investire da subito sul modello energetico pulito, rinnovabile e democratico. Un altro motivo per il sì è che l’estrazione di idrocarburi è inquinante sull’ecosistema marino e perciò causa gravi problemi agli habitat della fauna; in un sistema chiuso come il Mar Mediterraneo sarebbe disastroso e anche l’intervento dell’uomo sarebbe inutile. Fare delle trivellazioni nel mare è vantaggioso solo ai proprietari delle aziende petrolifere che estraendo petrolio avranno condizioni economiche molto più vantaggiose.

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Murales: disegni affascinati o scarabocchi? PDF Stampa E-mail
di Giorgia Mosca e Elisa Siquini III – B e Francesca Botnari III A   
Lunedì 04 Aprile 2016 14:45

Oggi in molte delle città dove andiamo, ci troviamo di fronte a dei stupendi murales, ma non sempre….A volte più che murales troviamo degli scarabocchi. La prima è una forma d’arte anche se non sempre apprezzata, l’altra invece decisamente no. Ci sono infatti muri dove i ragazzi possono esprimere tutte le loro emozioni attraverso i graffiti e dimostrare ciò che sentono dentro. I murales diventano un loro modo di vedere il mondo, dipingendo ciò che vedono e sentono senza essere giudicati se non per il loro talento.Ma a volte per fare questo vanno contro la legge. Sì, perché i muri dei palazzi, degli uffici e vari edifici pubblici non possono essere scritti, anche se ci può essere qualche “furbetto”o meglio dire vandalo,che non rispetta né le regole né noi cittadini civili.

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Da discarica a oasi, la storia di Ripa Bianca PDF Stampa E-mail
di Elisa Siquini - III B   
Lunedì 21 Marzo 2016 16:07

Sapete perché l’Oasi di Ripa Bianca è cosi speciale? Anche se può sembrare incredibile è un caso quasi unico in Italia: un’oasi costruita in un’area dove un tempo era situata una discarica a cielo aperto. Tutti ci staremo chiedendo come sia stata possibile quest’impresa. Davide Belfiori, responsabile dell’Oasi, ci ha detto come tutto questo si sia realizzato. “La discarica a cielo aperto – ci ha spiegato Belfiori – alla fine degli anni Ottanta, è stata bonificata dal comune di Jesi che ha ricoperto di terreno la parte sovrastante che sorge sui calanchi di Ripa Bianca e ha raccolto le acque,prodotte dai rifiuti, in una vasca di cemento che poi è stata svuotata per non andare ad inquinare il fiume. Sul terreno sono poi cresciuti alberi, cespugli e il Comune ha realizzato un parco pubblico che prende il nome di Ripa Bianca”. Un’altra cosa di cui ci interessava sapere di più erano quali sono i pericoli che mettono a rischio l’ambiente fluviale.

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