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Grotte di Osimo, una risorsa turistica per le Marche. E Jesi? PDF Stampa E-mail
di Michele Sonara – III B   
Lunedì 15 Febbraio 2016 16:04

Forse la maggior parte delle persone è ignara dell’esistenza di grotte sotterranee nella città di Osimo (AN), eppure tutto il centro storico è percorso da circa 10 km di cunicoli, sottostanti alle strade e agli edifici, che hanno visto il passaggio di più di 2mila anni di storia. Molte città della nostra regione hanno caratteristiche come questa, ma Osimo si è organizzata molto bene con visite guidate, anche per le scuole. Queste gallerie infatti sono state scavate dai Piceni in contemporanea con la costruzione della città. Suddivise in più piani, fino a raggiungere i 15 metri di profondità, hanno avuto diversi scopi a seconda del momento storico e della popolazione che ne ha usufruito. I romani le avevano utilizzate come acquedotti, mentre durante il Risorgimento italiano i membri della carboneria osimana si riunivano segretamente qui sotto per svolgere i loro riti e i loro incontri. Si è riscontrato inoltre che in corrispondenza delle chiese in superficie ci siano delle cappelle sotterranee, questo perché i frati francescani avevano creato dei collegamenti con l’esterno, in modo tale da utilizzarle come cantina per le loro provviste (dato l’ambiente umido).

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Un mondo più verde a cominciare dai parchi cittadini PDF Stampa E-mail
di Federico Compagnucci, Elisa Siquini e Margherita Gambaccini 3B   
Lunedì 15 Febbraio 2016 16:00

Un mondo più verde? Iniziamo dalla nostra città. Tutti noi abbiamo un giardino o un campo vicino casa, quindi possiamo dire che a Jesi, la nostra città, non mancano spazi verdi. Ma questo non basta, questi spazi dovrebbero essere attrezzati per i bambini, anche se questo non è il vero problema.  Non possiamo dire che le attrezzature non manchino ma alcune di queste sono state rovinate da vandali che usano i parchi come un luogo di ritrovo. Intervistando un paio dei nostri compagni, che abitano di fronte al parco del “Vallato”, abbiamo la conferma che tutto ciò è vero. Oltre a questo, i nostri compagni Manuel e Federico che abitano lì di fronte, affermano che c’è anche un altro problema molto più grave.

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Il rispetto nel calcio? Spesso è un optional PDF Stampa E-mail
di Manuel Baldi III B   
Lunedì 08 Febbraio 2016 16:12

Rispettare gli altri è un’azione che troppo spesso viene violata. Soprattutto piccoli episodi, che però segnano la presenza di quella parolona a cui tutti rispondono: “Io? Non sono mica razzista!”. Ma come si può essere aperti a un mondo diverso dal nostro se quando gli africani in difficoltà cercano riparo in un paese, che ritengono migliore, sbattiamo loro la porta in faccia? E magari quando si è arrabbiati per la perdita di una partita di calcio si urla contro “Fro...!” all’allenatore dell’altra squadra. Prevenire è meglio che curare, ma se il danno già è stato fatto e viaggiare nel tempo è impossibile allora bisogna per forza curare. Troppo spesso vedo persone, per la maggior parte anziani, che per commento, anche se c’entra poco dicono: “Io li ‘mazzeria tutti quegli immigrati”. E proprio ieri mentre parlavo con un settantenne dell’episodio Sarri mi ha risposto: “Lo ha insultato pesantemente, mica gli ha detto che va a prostitute”. Io preferirei essere gay, piuttosto che andare a donne, ma a quanto pare nella mente di molti è il contrario. L’allenatore del Napoli è il modello maschilista dei nostri tempi, omofobo che poi si giustifica nel dire che non ha nulla contro i gay.

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