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Bullismo verbale. Quando le parole fanno male come un pugno PDF Stampa E-mail
di Evemarie Dayamba - III B   
Domenica 17 Febbraio 2013 12:14

“Quanto pesi?”. “Dicono tutti che sei un sacco grassa”. Sono solo due frasi, ma fanno male più di un pugno. Molti ragazzi e ragazze vengono presi in giro per il proprio aspetto o per il comportamento, che poi è solo un modo diverso di distinguersi. Ogni giorno, ascoltare frasi come “sei uno sfigato”, “un ciccione”  o un “mollaccione” ti fa sentire sempre più vulnerabile, con la paura che ti perfora lo stomaco. Ne sa qualcosa Maria (nome di fantasia, ndr), una ragazza che frequenta la terza media della scuola Savoia di Jesi. Lei, a lungo bersaglio di “bullismo verbale”, ha deciso, con coraggio, di testimoniare la sua esperienza, affinché sia di aiuto ad altri giovani.

“Fin da piccola – racconta Maria – ho avuto problemi con il cibo, mangiavo per noia, non per fame. Lo facevo per il vuoto della solitudine. Da quel periodo in poi sono stata chiamata “cicciona” o “balena”, il peggio è che io non mi ribellavo a questo, continuavo ad assorbire le accuse. Più passava il tempo, più odiavo la scuola in cui andavo, i miei compagni e me stessa. La cosa che mi dava più conforto era proprio il cibo. Così  mi sono costruita il mio “mondo” dove mi rifugiavo. Nello stesso momento però stavo anche con le amiche che mi difendevano dalle prese in giro dei ragazzi”. Maria con il tempo ho imparato a ridere alle battute che facevano su di lei, anche se poi, da sola, provava la sensazione di avere un peso legato al cuore. “Certe volte mi faccio domande del genere: perché sono così?, che cosa ho fatto agli altri per essere trattata in questo modo?”. Di recente, la studentessa racconta anche di aver subito il “bullismo online”. E non è certo un caso isolato. “Ho fatto una ricerca in Internet sul bullismo – dice sempre Maria – e sono rimasta molto scioccata da un video che aveva messo su Youtube una ragazza, che si è suicidata poco dopo: raccontava cosa aveva subito. In poche parole, uno sconosciuto la ricattava con delle sue foto, alla fine, visto che tutti la prendevano in giro, ha cambiare molte volte città, ma orma molti avevano visto le sue foto. Ha provato a suicidarsi un paio di volte senza successo e la cosa sconvolgente è che in tanti la incitavano ad uccidersi: era sola. Poco dopo, è riuscita a suicidarsi. Una ragazza di soli 15 anni ha sacrificato la sua vita perché veniva isolata senza motivo. Vorrei che tutti quelli come me, che devono subire “prese in giro”, si facciano forza perché i bulli sono solo delle persone codarde, che scatenano la propria rabbia su quelli più deboli e certe volte sono anche loro delle vittime: è anche possibile che abbiano problemi a casa, per questo poi cercano di sfogarsi su qualcuno. Se si è vittime di bullismo l’unica cosa da fare è cercare aiuto, non chiudersi in se stessi come ha fatto la ragazza che si è suicidata”.

 

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