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Murales: disegni affascinati o scarabocchi? PDF Stampa E-mail
di Giorgia Mosca e Elisa Siquini III – B e Francesca Botnari III A   
Lunedì 04 Aprile 2016 14:45

Oggi in molte delle città dove andiamo, ci troviamo di fronte a dei stupendi murales, ma non sempre….A volte più che murales troviamo degli scarabocchi. La prima è una forma d’arte anche se non sempre apprezzata, l’altra invece decisamente no. Ci sono infatti muri dove i ragazzi possono esprimere tutte le loro emozioni attraverso i graffiti e dimostrare ciò che sentono dentro. I murales diventano un loro modo di vedere il mondo, dipingendo ciò che vedono e sentono senza essere giudicati se non per il loro talento.Ma a volte per fare questo vanno contro la legge. Sì, perché i muri dei palazzi, degli uffici e vari edifici pubblici non possono essere scritti, anche se ci può essere qualche “furbetto”o meglio dire vandalo,che non rispetta né le regole né noi cittadini civili.

Forse molte persone nemmeno sanno che per fare dei murales serve un permesso dato dal Comune e solo esso può decidere dove i “graffitari” possono esprimere tutti i loro sentimenti.Troviamo molti murales sotto i ponti, per esempio quello della Fornace a Jesi, che ti lasciano quasi senza fiato, nella fabbrica Pieralisi o nel parcheggio dietro il liceo classico dove però con il tempo si sono rovinati. Forse bisognerebbe capire ed accettare questa nuova forma d’arte. Aprire i propri pensieri e ampliare la nostra visione del mondo può solo che aiutarci. Imparare a convivere con il diverso e con il nuovo è un passo verso un futuro migliore.

 

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