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Referendum del 17 aprile. Le ragioni del sì e del no PDF Stampa E-mail
di Sara Casula, Azzurra Principi, Letizia Vignati II D   
Giovedì 14 Aprile 2016 15:30

Il 17 aprile 2016 si terrà il referendum riguardo alla legge delle trivellazioni. Chi voterà SI vuole cancellare la norma che consente alle società petrolifere che abbiano già i permessi o le concessioni di estrarre senza limiti di tempo gas e petrolio. Chi voterà NO vuole che la legge rimanga e che le trivellazioni continuino anche dopo il termine di scadenza. In caso di vittoria del sì, al temine della concessione non si continuerà a trivellare e la legge sarà cancellata, dopo di che si passerà all’eliminazione delle trivelle (con una votazione). Se il 50%+1 della popolazione voterà no, la legge rimarrà come è attualmente. Chi voterà “sì” riterrà giusto che, in Italia, il nostro governo debba investire da subito sul modello energetico pulito, rinnovabile e democratico. Un altro motivo per il sì è che l’estrazione di idrocarburi è inquinante sull’ecosistema marino e perciò causa gravi problemi agli habitat della fauna; in un sistema chiuso come il Mar Mediterraneo sarebbe disastroso e anche l’intervento dell’uomo sarebbe inutile. Fare delle trivellazioni nel mare è vantaggioso solo ai proprietari delle aziende petrolifere che estraendo petrolio avranno condizioni economiche molto più vantaggiose.

I motivi per votare “no”: gli idrocarburi sono necessari, è impossibile che si verifichi un disastro ambientale, le piattaforme non inquinano, il turismo non risente della presenza delle piattaforme. Non tutti sanno che, ad ogni trivellazione, dal mare parte una scossa forte impercettibile dall’uomo, ma gli animali se ne accorgono e ne soffrono più di quanto non immaginiamo. Per loro inoltre c’è anche una forte probabilità di morire a causa di una possibile perdita di petrolio che li può danneggiare molto gravemente e oltretutto dobbiamo ricordare l’avvenimento sullo stretto di Gibilterra con una delle perdite di petrolio più grandi al mondo causando la morte di moltissimi animali marini che non sono riusciti a scappare o comunque a liberarsi da quello che noi chiamiamo ‘ORO nero’ e invece per molti esseri viventi è morte nera. Solo avvicinarsi per la curiosità potrebbe segnare la loro vita. Questi poveri animali della fauna marina sono a volte costretti al digiuno perché dove prima potevano pescare e vivere liberamente ora c’è un’enorme piattaforma con un’altrettanta enorme trivella che perfora il fondale marino.

 

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