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Il papa suggerisce: “imparate a perdonare”, ma lo sappiamo fare? PDF Stampa E-mail
di Manuel Baldi III B   
Lunedì 09 Maggio 2016 14:58

In questo anno di giubileo il Papa ha parlato spesso, rivolgendosi a noi giovani, del comportamento da tenere. E tra l’altro ha chiesto di “imparare a perdonare”. Ma in realtà noi non lo sappiamo fare. Neanche il dizionario online ci riesce. Tra i suoi sinonimi troviamo “dimenticare”. Ma perdonare una persona per quello che ti ha fatto, non vuol dire dimenticarlo. vuol dire aiutarlo, aiutarlo a capire che ha sbagliato. “Errare humanum est” diceva Sant’Agostino, mille ottocento anni fa, e non possiamo perseguitare e odiare una persona perché è umano. Secondo me perdonare è più di evitare la vendetta, è un percorso erto e difficile. Questo argomento è stato affrontato più volte all’ACG di San Francesco di Paola. E dico Azione Cattolica Giovani perché l’esempio più vicino a me, ma questa mentalità non è prettamente cristiana, è nella mente di tutte le persone che hanno iniziato a ragionare da sole, intraprendendo la via verso il giusto. Insomma, il papa non dice la prima cosa che gli passa per la testa, non a caso ha circa 200 mila follower su Twitter che non sono cristiani. Insomma perdonare una persona è un percorso mentale, che parte dalla rabbia “bollente”e piano piano arriva ad una calma “fredda” interna. Ah, quasi dimenticavo la seconda parte della frase di sant’Agostino: “perseverare autem diabolicum”. Cioè se una persona vi ferisce continuamente, e volontariamente, perdonare è il primo passo, ma magari il secondo è allontanarsi da quella persona che, con parole semplici, si può definire “cattiva”.

 

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