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TERREMOTATI ANCORA AL GELO PDF Stampa E-mail
di Sara Casula e Giulia Franconi III D   
Lunedì 23 Gennaio 2017 16:17

Anche se la notizia rischia di passare in secondo piano, tanti terremotati sono ancona in cerca di un posto dove vivere. Alcuni sono irremovibili: non hanno intenzione di allontanarsi dal luogo dove hanno vissuto per tutta la vita. Altri hanno trovato ospitalità in molti hotel della costa come a San Benedetto del Tronto e Porto San Giorgio. Molti protestano per avere un luogo caldo dove passare questo inverno che sembra il più freddo dal 2012. Ora però tutto cambierà, quando i volontari termineranno l’installazione dei container riscaldati i terremotati potranno trovare un riparo sicuro e accogliente. A Camerino la vita è già ricominciata da zero: gli studenti universitari sono di nuovo in pista. Uno di loro, Francesco Petrucci, che studia proprio lì, ci ha concesso un’intervista. Ecco cosa ci ha raccontato.

“Com'è stato il tuo ritorno agli  studi?”

“Beh, devo ammettere che avevo paura di tornare a Camerino ma era necessario. La vita doveva ripartire. Dopotutto Camerino è una città prevalentemente universitaria e noi da universitari ricominceremo a popolarla”.

“In che struttura si svolgono le lezioni?”

“A Camerino solo il centro storico è stato chiuso e, dato che quasi tutti i plessi universitari si trovano fuori da lì, le università disponibili hanno aperto le porte agli universitari ‘sfollati’ ”.

“Sei diventato pendolare o ti sei stabilito in qualche struttura?”

“Adesso tutti noi ci siamo trasferiti in un collegio poco fuori la città, ma molti preferiscono tornare tutti i giorni a casa per stare più tranquilli con le loro famiglie”.

“Quali attività hanno riaperto?”

“Quasi tutte. Come ho detto prima solo il centro storico è inagibile quindi molti bar e attività del genere hanno riaperto”.

“Di quali e quanti servizi puoi usufruire?”

“Non pochi e non troppi. La mensa per esempio è poco fuori il centro quindi è agibile. Però molti luoghi di ritrovo dove ero solito andare qualche sera sono inagibili. Dispiace molto a tutti, ma come ti dicevo bisogna ripartire”.

“Eri lì quando ci sono state le scosse?”

“Sì. Le ho sentite molto bene. Non solo io ovviamente. Molti appena sentita la prima scossa sono usciti, ma senza panico. Alla seconda però moltissimi piangevano in strada ed erano sconvolti. Ovviamente anche io non ero da meno. Ho avuto molta paura. In quel momento ‘prendeva male’”.

Questa è l’intervista a Francesco raccolta il 30 dicembre scorso. Nel frattempo ci sono state nuove scosse per fortuna senza conseguenze anche se a mettere in difficoltà Camerino è stata anche la neve. Tutti in città sperano che le emergenze siano finite e che si possa tornare alla normalità.

 

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