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Un Inferno Dantesco “aggiornato”? Perché no? PDF Stampa E-mail
di Manuel Baldi – II B   
Lunedì 09 Marzo 2015 19:24

Chi non conosce Dante Alighieri? Lo studiano pure in Cina, mi è stato detto. Il nostro scrittore, che ancora affascina la gente di tutto il mondo, è nato nel 1265, un bel po’ di anni fa! Dal XIII secolo ad oggi ne è passato di tempo e di conseguenza anche tante generazioni di persone. E se Dante fosse nostro contemporaneo, chi metterebbe all’Inferno? E le pene sarebbero le stesse? Proviamo a immaginare dove sarebbe potuto finire qualche personaggio che lui non ha avuto la sfortuna di conoscere. Penso ad Hitler, per esempio, dittatore nazista, a cui pareva di esser superiore, o per lo meno che la “razza ariana” lo fosse. E poi non era neanche biondo. Con il suo ideale è riuscito a trascinarsi dietro migliaia di pecore più che di persone. Ha provocato la morte di milioni di uomini e donne, soprattutto ebrei, che non avevano fatto nulla. Ma questa è un’altra storia. Dante dove lo metterebbe? In un cerchio a sé? In un girone in cui le vittime della sua “guerra” lo tormentano? Perché a me personalmente omicida o traditore sembra poco. Infatti se dovessimo dargli degli appellativi da dannato sarebbe un miscuglio tra “violento contro il prossimo”, “adulatore”, “ladro” e “traditore”. E la pena quale sarebbe? Bè, nella Divina Commedia non c’è, perciò ho deciso di fantasticare: lui in uno spazio scuro dove l’unica luce è la sua rabbia, imprigionata in una cella accanto ad esso. Grazie a quella si intravede il ghiaccio rosso per il sangue di cui è fatto che gli copre il tronco, le gambe e i piedi immersi nello sterco e dalle spalle in su libero, ma con accanto dei serpenti che lo mordono violentemente. E se fosse nato nel ‘500? Con tutti quei problemi della Chiesa e con la comparsa di Lutero, avrebbe scritto così la “Comedìa”? Come responsabile della frattura all’interno del cristianesimo Martin non poteva che andare nell’Inferno. Martin Lutero era un monaco agostiniano tedesco che rifiutò le decisioni della Chiesa Cattolica. Con le sue 95 tesi e con l’aiuto dell’invenzione della stampa coinvolse così tante persone che riuscì a creare una nuova religione, sempre nell’ambito del Cristianesimo: il Protestantesimo. All’Inferno avrebbe avuto posto nel sesto cerchio, quello degli eretici, nella “calorosa” città di Dite.

Una tomba infuoca rata l’avrebbe aspettato. Le sue azioni in vita e quelle da morto sono opposte: se in vita disprezzava la fiamma della fede, da morto le fiamme le deve seguire per forza. Nella città il rumore dei corpi che bruciano è accompagnato dalle urla dei peccatori. E un cielo rosso sovrasta tutto. La fortificazione è circondata da una palude dove si trovano gli iracondi e gli accidiosi: scappare è impossibile. Dante ha scritto il poema basandosi su ciò che la religione e le credenze di allora dicevano. Ma usò soprattutto la fantasia, sintomo di intelligenza e grazie a quella puoi avere un pensiero critico. Non essere ignoranti nella vita serve: Hitler fu il “pastore” di molti che non ragionando considerarono il suo ideale giusto. Lutero risvegliò la ragione nelle persone che seguivano una Chiesa che si può solo che definire corrotta.

 

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