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L’ORFANELLA DEL NATALE PDF Stampa E-mail
di Martina Luconi II C   
Giovedì 21 Dicembre 2017 16:06

C’era una volta, in un orfanotrofio, una fanciulla di nome Maya. Una sera, vedendo delle luci provenire dal lontano villaggio, decise di scappare per andare ad ammirare lo spettacolo luminoso. Ci riuscì e, arrivata alle porte del piccolo centro abitato, non credette ai suoi occhi: case e botteghe erano illuminate, lungo il viale imbiancato erano appese decorazioni sfavillanti e, al centro della piazza, dominava un gigantesco e splendido abete con in cima una grande stella, addobbato con festoni e palline.

Passeggiava per le strade tantissima gente, tutta felice e spensierata; c’erano cantanti di strada che intonavano canti melodiosi e tutti si dicevano a vicenda: “Buona Vigilia di Natale!”

“Natale? Che cos’è il Natale?” pensava Maya.

Dopo un po’ il freddo si fece sentire. La ragazza era coperta solo da un maglione di lana, così decise di tornare all’orfanotrofio ma… Si era persa!

Che cosa poteva fare? Non se la sentiva di chiedere alle persone sconosciute da che parte fosse l’orfanotrofio. Camminò finché non arrivò in un parco e, visto che era ormai notte fonda, fu costretta a dormire in una casetta di plastica. Ormai non aveva nemmeno voglia di ritornare all’orfanotrofio; sapeva che l’avrebbero sgridata e messa in punizione perché era fuggita.

Era mattina e i raggi deboli del sole davano inizio a quella giornata, già… Era Natale!

Peccato che Maya non sapesse cosa fosse. Ora voleva solo trovare una famiglia che la ospitasse. Si fece forza, infreddolita dalla gelida notte, e andò a bussare a tutte le porte della città: niente, nessuno voleva in casa un’orfanella. Però c’era una speranza: mancava soltanto una piccola casetta, vecchia e malridotta. Bussò e le aprì un’anziana signora sui settant’anni.

“Cosa posso fare per te, piccolina?” disse con una gracile voce.

“Sono orfana. Potrei abitare da lei?” rispose la ragazza.

“Mi chiamo Maya.”

L’anziana allora cortesemente la ospitò per tutta la vita, finché non morì. Però, un Natale, regalò a Maya una sciarpa di lana rossa ricamata con delle renne.

Da allora, ogni Natale, lo spirito della fanciulla, insieme alla sua sciarpa, va di casa in casa in cerca di una nuova famiglia.

 

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