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Si trionfa e non solo nella nostra regione PDF Stampa E-mail
di Manuel Baldi II B   
Lunedì 04 Maggio 2015 15:22

Jesi, città dello sport 2014/2015, ve lo ricordate? Anche la squadra Aurora ha fatto onore a questo titolo, in Toscana, visto che per ben due anni l’allenatore Lorenzo Novembre ha portato alla vittoria la squadra nel torneo “Dei colli e monti Senesi”. Chi partecipava erano i ragazzi 2002/2003. Quest’anno la 4° edizione si è svolta in provincia d’Arezzo dal 24 al 26 aprile. Il torneo aveva una fase a gironi e dopodiché semifinale e finale. Lì era addirittura presente un osservatore del Genoa. Ma in realtà la squadra come ha vissuto l’esperienza tutta nuova? Io ero uno dei giocatori. Dopo la partenza dalla sede della società vicino la chiesa di san Sebastiano e due ore e mezzo di viaggio, stanchi, siamo potuti arrivare all’albergo che distanziava dal campo una decina di km. Il giorno dell’arrivo abbiamo fatto allenamento di un’ora e il resto solo divertimento nelle stanze. Il giorno seguente dopo una bella dormita e una mattinata a giocare, attimi di tensione, ansia e paura di perdere. Certo, il torneo non era la Champions League, ma per noi valeva, e non poco. Due partite, due vittorie: eravamo in semifinale! “Oggi conta poco, oggi serve solo per domani, è domani che conta”, parole giuste ma pesanti. Noi che eravamo contenti di esser passati, smorzati così dalle parole del mister.

La semifinale e la finale sarebbero state la mattina dopo, così quella sera niente scherzi. Tutti a dormire presto. Sveglia presto e colazione quasi invisibile, per partire con il battito a 1000 e arrivare con il battito a 2000. Una semifinale che combattuta non è stata: una vittoria schiacciante per 5 a 1. Non si può dire la stessa cosa della finale contro la Virtus, la quale avevamo battuto 2-1 durante la prima partita. In finale, dopo che i salernitani hanno segnato un gol su punizione, non abbiamo segnato fino all’ultimo minuto quando un colpo fortuito ha spinto la palla in goal. Dopodiché i rigori. La tensione creata all’interno della squadra era così forte che alcuni non hanno resistito e hanno pianto. Cinque volontari per battere i rigori, io tra loro. Pareggio, si va a oltranza. Sbagliamo, sbagliano e alla fine tutta la pressione su di me: se segnavo avremmo vinto. E per mia fortuna quella battaglia psicologica contro il portiere l’ho vinta io. Finalmente si poteva festeggiare!! Dietro a questa vittoria l’allenatore, i giocatori, ovviamente, ma anche Aldo Moretti che ha seguito la squadra fino alla fine, anche dopo, offrendoci una cena al “Settimo Cielo”. Ma in realtà il torneo si svolge non solo in campo ma comprende  anche l’atmosfera che si crea tra i giocatori. Niente scandali, ma addirittura amicizia, poiché alcuni giocatori della seconda finalista, la Virtus di Salerno, hanno parlato e scherzato con i componenti della squadra jesina.

 

Largo alla fantasia

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La bacheca della scuola

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